venerdì 22 giugno 2012

Balbuzie: i pensieri dei genitori

Ciao a tutti,

in attesa del documentario "Io e le mie parole" condividiamo un breve video realizzato da Mirko Pincelli ed Enrico Tessarin (www.pinch-media.com), che contiene alcune interviste registrate con i genitori di ragazzi balbuzienti, e che descrive i loro pensieri, le loro paure e le loro speranze...

Vuole essere un punto di vista diverso da quello da cui scriviamo normalmente, per raccontare il mondo della balbuzie guardandolo da altre angolazioni.




venerdì 15 giugno 2012

Serie di video sulla balbuzie 2

... anche noi come Bea, pensiamo si debba andare oltre le apparenze... e tu?



guarda anche il documentario sulla balbuzie www.mywordsandi.com, oppure il nuovo sito www.psicodizione.it

martedì 12 giugno 2012

Serie di video sulla balbuzie

Come alcuni di voi già sanno, lo scorso anno, Pinch-media, un' azienda di produzione di film e documentari di Londra, è venuta in italia a girare un documentario sulla balbuzie, e ci ha seguiti per alcuni mesi durante i nostri corsi di PsicoDizione, intervistando alcuni ragazzi, sia alle lezioni, che nella loro vita quotidiana.

L' obiettivo era quello di raccontare le loro storie e di far conocere qualcosa di più sulla balbuzie, e soprattutto di raccontare al "mondo" che si può sempre migliorare la propria comunicazione.

Mirko Pincelli (regista) ed Enrico Tessarin (produttore), hanno girato più di cento ore di materiale e a fine maese sarà pronto il documentario "Io e le mie parole" (My words and I). Intanto hanno montato una serie di video brevi, che raccontano, attraverso le storie di alcuni ragazzi, alcuni aspetti legati al mondo della balbuzie. Il primo di questi temi è quello del lavoro.... guardate il video di Filippo e capirete di cosa sto parlando...

Alberto



.... presto sarà disponibile anche il video di Beatrice...

sabato 9 giugno 2012

International Conference on Stuttering, Roma 7-9 giugno '12

Un evento unico.

Aver organizzato in Italia, a Roma, un congresso di così enorme portata rappresenta, senza dubbio, un evento unico.

Gli speackers?
Be'...ho ritrovato praticamente gran parte della bibliografia della mia tesi di laurea...devo dire che fa un certo effetto sedere vicino a ricercatori che hanno fatto, e fanno tuttora, la storia della ricerca nel campo della balbuzie. Personalità del calibro di YAIRI, ONSLOW, SCHINDLER, BOSSHARDT...

Volevo condividere con voi solo poche osservazioni, o meglio, prime impressioni, che lasceranno poi spazio a qualche "appunto del congresso" più nel dettaglio..a conclusione lavori, domani.

Innanzi tutto mi ha interessato "scoprire", ma, chissà perchè, non ne sono rimasta stupita, come alcuni dei ricercatori siano balbuzienti.
Come avrebbero potuto, altrimenti, dedicare la maggior parte della loro vita ad un disturbo così sottostimato e considerato di serie "B", come la balbuzie?

 Quest'ultimo concetto è un'altra delle cose che mi ha stupito...conoscendo, in questi giorni, in un giocoso via-vai di bigliettini da visita in movimento, operatori del settore che operano nelle ASL, ho chiesto loro proprio questo: "mi potresti spiegare come mai, ad alcune delle persone che incontro viene detto che la loro ASL di appartenenza non tratta la balbuzie?"

Le risposte sono state due:
"L'ASL cerca di dare un ordine di priorità alle gravità dei disturbi, e, sicuramente, vengono privilegiati disturbi quali l'autismo, le disabiltà gravi, ecc..la balbuzie non è considerata un disturbo così invalidante o grave per l'individuo ed il suo sviluppo". Spiegazione che può lasciare l'amaro in bocca, che può far discutere molto, ma, in qualche modo comprensibile da me, sebbene non condivisibile.
La risposta che, invece, mi ha lasciato senza parole è stata la seconda:
"L'ASL è comunque un'azienda e, quindi, strategicamente, ha deciso di no puntare su un disturbo a così alto rischio di recidive". Devo commentare? Fatelo voi per me..mi ritroverei a scrivere cose che credo non siano in linea con queste giornate di scambi davvero estremamente profiqui per la Causa comune.
In ogni caso, senza parole.

Be'...vi potrei raccontare del gentile e tenace Zmarich che fa di tutto per far crescere le giovani ricercatrici che hanno lavorato con lui ed al quale brillano gli occhi d'orgoglio nel descrivere le sue ricerche, rivolte soprattutto alla prevenzione della balbuzie...ed al quale, in un attimo, le scintille si spengono e la rassegnazione si fa strada in lui non appena ti racconta, anche, di come abbia dovuto interrompere un progetto che stava dando interessanti risultati per mancanza di fondi.

Vi potrei raccontare di Frances Cook e Willie Botterill che hanno un funzionantissimo centro per la balbuzie a Londra, che mi hanno invitato a visitare ed alle quali ho promesso che spedirò una copia del DVD del documentario sulla balbuzie "Io e le mie parole", (comunicando con un inglese degno degli uomini primitivi!).

Della mia personale scoperta di cosa sia il disturbo del Cluttering, spesso confuso con la balbuzie, spiegato in maniera brillante dalla esplosiva Yvonne Van Zaalen.
Della testimonianza di Carolina Crescentini, attrice con una sensibilità grande.

Di una grande lezione ricevuta da un bimbo di 5° elementare che, davanti a tutta la sala, sedendosi al tavolo degli speackers, ha raccontato, balbettando, la sua testimonianza comunicandoci che "quando balbetto, io mi inceppo, ma non mi blocco"..con una lucidità emozionante ed invidiabile.

Dell' avere assistito, questa sera, ad uno spettacolo teatrale messo in scena da bambini e ragazzi che balbettano, e di come ho riso a crepapelle e di come mi hanno fatto emozionare.

Della bella energia di scambio e collaborazione che si respira in questi giorni, qui a Roma, e di come si senta la stima vera fra operatori che lavorano con dedizione e professionalità in ambito "balbuzie"... fa stare bene. Ci si sente meno soli.

Vi potrei raccontare di come sia rimasta veramente e profondamente stupita da come i "guru" della balbuzie, hanno portato i loro dati di ricerca, descrivendoli con molti punti interrogativi, e mantenendo sempre un tono possibilista ed aperto a rimetterli in discussione, usando spesso verbi al "condizionale" quali "sembrerebbe che", "l'evidenza dello studio è questo, ma ancora non si sa con certezza", mentre le relazioni dei giovani, alle prime armi, erano sottese da un tono di certezza, "è così", "sicuramente la balbuzie deriva da"... fa riflettere, non credete?

ma..ora provo a chiudere occhio, perchè domani sarà un'altra giornata densa.

Vi abbraccio tutti, Chiara

ps: un'altra cosa posso dirla?? Me lo concedete? 
Grande distinzione anche in questo senso: i grandi ricercatori, uomini, favolosamente esperti "teorici", quasi pecepiti come dentro ad una torre d'avorio.
Le donne, grandi, grandissime operatrici NEL campo, a contatto con le persone, che ci hanno descritto ricerche facendoci sentire, da tutti i pori, la loro pratica clinica, la loro pancia, e la loro empatia sviluppata in anni di confronto con le persone, la loro rabbia di sentire di non aver ancora fatto abbastanza...le sento mie.

E' stato più forte di me dirvelo  ; )
Chiara

Un documentario sulla balbuzie? "Io e le mie parole"? Guarda il trailer!








mercoledì 6 giugno 2012

Indicativo presente o condizionale?



La mia vita, come quella di tutti gli esseri umani ,è una meravigliosa ed infinita varietà di possibilità....
cambierei però il verbo reggente "è" con il condizionale "sarebbe"..

Il mostro della balbuzie chiude molte strade nell' avanzare della nostra vita, le devia, le rende irte ed inaccessibili..ne riduce il numero in modo sensibile!
Vantaggi?
Non lo so, tutti noi balbuzienti diciamo che: "non saremmo così sensibili...la sofferenza porta alla tensione a Dio ed al miglioramento...la mia empatia e compassione per me stesso e gli altri deriva dalla balbuzie"

Forse tutto ciò e vero...forse no...forse è vero ma non lo è per tutti...ancora non lo so..
La mia storia però dice che a 51 anni ho rischiato di perdermi negli abissi bui più volte...

La mia vita, se guardo indietro, stava scivolando verso un cielo grigio ed un mare torbido...
Il mio spirito urlava, di tanto in tanto, ma qualche bicchiere in più...qualche sigaretta in eccesso...qualche nuovo abbruttimento alla sua casa, ne attutiva il pianto...

Poi la bontà dell' universo capisce che sei pronto, che meriti un ultimo, decisivo aiuto per tornare ad essere ciò che sei, che eri, e che eri destinato ad essere...che hai sofferto abbastanza....

Un sms, un insieme di impulsi freddi e senza vita che, trasformati in lettere ed asssemblati in frasi dice:
PSICODIZIONE...

La fune che scende silenziosa, chissà da dove, mentre stai pensando che le forze sono esaurite, che la vita, in fondo, non è così meravigliosa, che lasciarsi cadere verso il nulla non sarebbe poi così grave...
La afferri incredulo...come accendere un generatore di energia torni a lottare, incontri altri come te che penzolano da altre funi e incroci i loro sguardi...la nebbia si dirada e scopri che non sei solo...

La dea Speranza ti appare in sonno....in un sogno in cui balbetti però avverti qualcosa...
E allora vai, spingi, corri, muovi mari e monti per esserci, per inseguire quella sensazione del sogno.
Incontri Chiara e guardi il tuo compagno "nodo allo stomaco" che, triste e con occhi bassi, ti lascia..

Ed allora spingi, ti rallegri, il cuore pompa vita... quando tocca a te parlare al mondo, la gola e le palpebre non riescono a bloccare suoni e  lacrime..esce il tuo amore per la vita da sempre negato...

Ti ritrovi, come in un film, tre mesi dopo, a tavola sulla terrazza di un ristorante di Rimini, dopo una giornata di fiera per lavoro, ospite di persone importanti e sconosciute, a chiaccherare e divertirti amabilmente con loro..
Non pensi al lavoro ed a cosa dire e se è il caso di farlo...non pensi "cosa ci faccio qui??", non pensi "...ma quando finisce questa pena!!", ma ti diverti, scherzi, parli, ascolti, ti infervori...esce chi sei...vivi!!

Torni in albergo e, sdraiato sul letto, guardando il soffitto pensi: "...è questa la vita?"

L'aquila segue il suo spirito e vola alto, solitaria se necessario...fiera e degna di essere aquila.

Daniele