venerdì 16 marzo 2012

LA PAROLA CREA!!







Chiedete a Chiara come si sente dopo una conferenza o una giornata di corso in cui ha dato tutta se stessa e sente di aver donato, trasmesso tutto ciò che sente giusto trasmettere..

Chiedete a Gianluca o Anselmo come si sentono dopo aver sentito un suono pulito e tenero uscire dalla bocca di un bambino di otto anni...

Chiedetemi cosa provo nel sentire Pietro, Mattia, Andreino..
...e la bellissima Martina con quelle vocine sottili, dire in armonia una delle loro frasi ingenue e pure...
...che sembra un peccato siano state già dette e perciò dissolte....
...vorrei che risuonassero nel mio cuore per sempre..
...come quelle dei miei figli...già adulti...ma sempre bambini per il loro papà...

Ogni parola per spiegare ciò che sento non ha significato...nessuna parola potrebbe spiegare ciò che non ha bisogno di essere spiegato.

Nella nostra vita però, in questa epoca difficile e competitiva, la parola riveste un' importanza fondamentale per l' inserimento nella società e la padronanza degli strumenti di comunicazione.

Se per la comunicazione di sentimenti e di emozioni intime, il cuore usa il suo linguaggio e le sue frequenze altissime, per la comunicazione "pubblica" abbiamo bisogno di linguaggio pulito, competente e convincente.

Per la realizzazione di aspirazioni, sogni ed interessi complessi la parola non riveste un ruolo secondario, anzi!

Chi si interessa di Cabala ebraica sa benissimo che la preghiera va fatta ad alta voce perchè la parola crea, il suono modifica l' universo e, aggiungo io, crea immagini e cambia il comportamento di chi ascolta le nostre parole..

Qualsiasi carriera si apre e si sviluppa con l' uso della parola in modo corretto:
 inizia nella fase scolastica, per poi trasformarsi nell' importanza in ambito lavorativo e, successivamente, non può che assumere estremo rilievo nel caso di carriere forensi o politiche.

Nella mia adolescenza frequentai fino al diploma l' istituto magistrale:
materie come psicologia, pedagogia, filosofia, latino, letteratura italiana e straniera erano l'abc di quel corso di studi.
Cosa ci faceva uno come me in questa scuola?

Il professore di pedagogia, involontariamente, un giorno fece una gaffe:
parlando dell' importanza dell' eloquenza per un insegnante disse "mica si puo entrare in classe e dire....gnnnn..chhh...mmmmmiccchiiiammmooo"

Si accorse immediatamente di cosa aveva detto e si girò verso di me: credo non mi abbia nemmeno visto per il mio pallore che mi mimetizzava con il bianco del muro..

Il mio cuore si fermò per lunghi attimi, mi sentii  morire!!!
Credo che sarei stato un buon insegnante, la mia passione mi avrebbe aiutato...non andò così!!

Mio fratello maggiore aprì in quegli anni un laboratorio odontotecnico e andai con lui...
Niente di male per carità, ma da allora ho sempre quel cruccio..io sono fatto per insegnare, amo i bambini per la loro purezza e innocenza, sarei stato me stesso, avrei seguito la mia natura.

Ecco perchè non accettare MAI la balbuzie come un accrescitivo della nostra sensibilità e come  qualcosa che sia funzionale alla nostra vita...non lo è!!
Crea limiti nella nostra testa che non esistono...

Altra cosa è dire che la balbuzie ha acuito la sensibilità di chi ne ha sofferto...ma questa è un' altra storia..

DAniele



9 commenti:

  1. Daniele, quanto cose abbiamo in comune...devo confessarti che mi fa - e mi fai - quasi impressione.
    Credo anch'io che noi balbuzienti siamo dotati di una sensibilità particolare, ma non me la sento di chiamarla "specialità" come ha fatto Donatella: ...essere speciali così, anche no, grazie. Putroppo la nostra sensibilità si sviluppa proprio grazie ai nostri silenzi, alle nostre parole non dette, al nostro saper ascoltare gli altri che dicono quello che noi riusciamo perfettamente a pensare ma rinunciamo a dire.
    Io non ho mai pensato di insegnare, però, chissà cosa sarei diventata se avessi avuto la PAROLA.
    Anche io, come te, mi sono imbattuta, primo giorno di liceo, con il professore di greco che esordì con un "...e nella classe dell'anno scorso c'era perfino un ragazzo balbuziente". Imbarazzo totale mio e dei miei compagni che già avevano avuto modo di conoscermi. E così il greco non diventò esattamente la mia materia preferita.
    Tutto questo, anche tutti questi ricordi affiorano adesso, solo adesso che ho una nuova consapevolezza del mio "stato" e solo adesso che so che migliorare si può e si deve.
    Ah, quasi dimenticavo...volevo condividere con te e con tutti gli amici del blog una mia piccola-grande vittoria.
    Domenica scorsa ho letto in chiesa: la voce e le gambe tremavano per l'emozione, ma le parole uscivano PERFETTE e fluide. Sentivo riecheggiare le parole di Chiara l'ultimo giorno del corso: Paola, buttati, adesso puoi fare quello che vuoi.
    Io, balbuziente, ho letto con voce amplificata dal microfono davanti a circa 100/150 persone (non sono molto brava a calcolare...) per di più in una chiesa ad anfiteatro, dove quindi TUTTI vedono perfettamente il lettore: beh, non male.
    Andata!
    Alla prossima.
    Paola

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  2. ho passato veramente un we interessante ascoltando mia figlia, e gli altri del corso mentre superavano la prova telecamera. mi ha colpito l'entusiasmo e l'amore che mettete in ogni "atto comunicativo" ed il meglio che riuscite a tirar fuori da ogni persona. sono convinta che questi corsi servirebbero a tutti non solo ai balbuzienti, il mondo cambierebbe rapidamente in meglio :-))
    Laura

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    1. Ciao Laura,
      hai ragione in tutto ciò che scrivi!!
      A me ha cambiato la vita, ha messo un seme migliore nel mio cammino...però bisogna coltivarlo...
      Daniele

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  3. Ciao Daniele,
    posso chiederti una informazione quasi di servizio? Vorrei venire una sera al corso di Verona, ma, trattandosi di un corso intensivo quindi un po' diverso dagli altri, non so come funzioni con orari, turni, etc....
    Tu che sei andato alla conferenza informativa magari puoi aiutarmi. Pensavo di venire il giovedì 12....
    grazie!
    Paola

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    1. Ciao Paola,
      mi farebbe molto piacere conoscerti...
      Giro la tua richiesta ad Alberto.
      Ciao
      DAni

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    2. ciao Paola, sono Alberto,
      per il corso vieni pure quando vuoi... il programma è lo stesso del corso "tradizionale" solo è concentrato in minori giorni, con lezioni più lunge (dalle 14 alle 20 circa, con alcune pause nel pomeriggio). Il giovedì ci sarà il lavoro in videocamera. Per le lezioni più "tecniche" ti suggerisco di venire i giorni precedenti. Comunque per i "veterani" il suggerimento è di venire più che potete. Per gli orari non preoccuparti, vieni quando sei libera..

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    3. Grazie Alberto,
      hai fatto bene a dirmi che giovedì c'é il lavoro in telecamera...allora verrò sicuramente il martedì o mercoledì. Si, ho già avuto occasione di assistere ad una lezione di Chiara a Reggio Emilia da "veterana" e confermo che sono tornata a casa con un entusiasmo rinnovato.
      Grazie ancora
      Paola

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    4. Noi ci saremo con Emanuele il lunedì ed il martedì, non vediamo l'ora di vedervi tutti.
      ciao
      Laila (la mamma di Emanuele).

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