giovedì 2 giugno 2011

La "tanto attesa" conferenza a 350 persone di Piervito

Chiara Comastri e Piervito

Ci sono giorni nell’esistenza di ognuno che restano impressi come delle marchiature a fuoco, sono quei giorni che segnano un “prima” e un “dopo” e che contraddistinguono nel bene o nel male un sostanziale cambiamento della tua vita.
Il 21 maggio del 2011 sarà una data da ricordare per tutta la vita, insieme al giorno del mio matrimonio, alla nascita di mio figlio; un giorno che la mia memoria non potrà mai cancellare per l’intensità della felicità e della soddisfazione che ho provato.
Era un evento programmato da tempo, la presentazione del prodotto di punta dell’azienda della quale sono amministratore da alcuni anni, organizzato da un’associazione nazionale, sarebbero intervenuti politici, professori universitari, giornalisti e... IO! La mia relazione avrebbe riguardato l’integrazione del nostro prodotto (un software gestionale) con il sito del ministero dell’agricoltura, una relazione tanto lunga quanto complessa per l’importanza del tema che avrei trattato e per gli sviluppi che un discorso efficace avrebbe potuto avere per la mia azienda.
Circa due mesi prima, intimorito dalla portata di questa occasione avevo deciso finalmente di frequentare il corso, avevo preferito Napoli, molto distante da casa mia piuttosto che un corso a Bari, per me molto più comodo, ma purtroppo successivo alla data della conferenza.
A fine corso sentivo che avrei potuto farcela perchè gli strumenti acquisiti si stavano rivelando efficaci, però il mio dubbio era: “OK riesco a parlare benissimo al telefono ed in situazioni comunque a me ‘familiari’ ma, riuscirò ad utilizzare con successo gli strumenti acquisiti anche in una situazione ansiogena anche per qualsiasi persona normoloquente?”.
Assalito dall’ansia ho trascorso gli ultimi due mesi ad esercitarmi su oovoo quotidianamente, puntando molto sulla ricerca della parlata ‘naturale’: quella che mi avrebbe permesso di preferire la ‘stranezza’ degli strumenti alla balbuzie alla quale ormai da 37 anni ero abituato.
Il giorno prima della conferenza sentivo che l’impegno delle settimane precedenti poteva dare il risultato sperato, tuttavia ero assalito dall’ansia e dagli incubi notturni che questa mi causava.
Avevo deliberatamente scelto di non fare simulazioni con l’aiuto degli amici di psicodizione perchè in fondo, senza volerlo ammettere, ero convinto del mio fallimento e non avrei voluto creare aspettative in coloro che, legati da una battaglia comune non avrebbero certo avuto bisogno di assistere alla mia disfatta, dunque mi ero preparato all’evento in maniera autonoma e quasi in “segreto”.
La mattina del “giorno” mi sveglio dieci minuti prima che la sveglia suoni, colazione veloce e ..via, durante il viaggio, impegno le due ore che mi separano dalla meta con esercizi a ripetizione: “dieci veloce dieci”, poi “lavoro del primo giorno”, “lente d’ingrandimento”, “cicciotti” e così via fino a sentirmi le mascelle indolenzite.
Arrivo puntualissimo sapendo che tra l’inizio della conferenza ed il mio intervento trascorreranno almeno tre ore, tuttavia mi sento sereno, la sala è gremita, ma sembra che “il mostro” stia dormendo.. benissimo!
Circa trenta minuti all’ora “X”,: ho le mani che grondano sudore, la bocca impastata ed una leggera orticaria, vari post-it che bussano incessantemente ai miei pensieri e la fiducia in me stesso che vacilla.. “ci riuscirò?”, “ e se mi inceppo?”, “ e se svengo?”, “ e se dico cose sbagliate?”.
Per tirarmi un pò su, esco dalla sala conferenze e penso che devo necessariamente inventarmi qualcosa per farmi coraggio altrimenti il mio fallimento sarà clamoroso; all’improvviso ho un’idea che secondo me è decisiva: “faccio degli esperimenti!”.
Prendo il cellulare e telefono a quei numeri a cui puoi richiedere informazioni su indirizzi e numeri telefonici. Primo esperimento: tutto al massimo: Perfetto!, secondo esperimento “..devo concentrarmi maggiormente sulla progressione!!!”.
Telefonavo chiedendo l’indirizzo ed il numero di telefono dell’albergo dove mi trovavo, dopodichè mi facevo passare l’albergo chiedendo la disponibilità di camere e parlando con l’addetto alla reception il quale, a pochi metri da me, era totalmente ignaro del fatto che non me ne poteva fregar di meno delle camere del suo albergo! Ogni esperimento riuscito era una vocina che mi diceva “ allora posso farcela davvero!”. Tornavo in sala ed attendendo il mio turno, per dieci minuti ero sicuro e spavaldo, poi le insicurezze tornavano e allora.. fuori a fare altre telefonate incredibili.. tutto perfetto...
Arriva finalmente il mio turno, la conferenza era stata preceduta dall’intervento di alcuni politici e due professori universitari, i quali avevano annoiato a morte i presenti che da tre ore non vedevano l’ora di andarsene, mi viene “consegnata” una sala molto assente, tuttavia io dovevo essere assolutamente “presente”!!! Ricordo il momento in cui mi viene passato il microfono, mi sembra di rivederlo al rallentatore, avevo un mare di pensieri che mi affollavano la mente, .... “tocca a me!!!”
Le prime due frasi le faccio esasperando gli strumenti (al diavolo la naturalità, chi se ne frega, me la sto facendo addosso!), bersaglio, direzione, intenzione, sostegno, tutto perfetto, (sono ancora vivo, nessuno si è accorto che sono “strano”?, mah!) le successive tre-quattro frasi sono meravigliato che tutto stia procedendo nel modo migliore ed inizio a pensare seriamente che potrò godermi serenamente il momento e... divertirmi! da allora in poi sono talmente impegnato a godermi il fatto che trecentocinquanta persone guardassero me ed ascoltassero quello che avevo da dire senza sorrisi ironici, sguardi di pietà e tutti quei fenomeni che solo un balbuziente conosce, che ho dimenticato di essere balbuziente!. Sentivo di avere la sala “in pugno”, non pensavo più agli strumenti, sapevo che li stavo utilizzando in maniera corretta ed ero rientrato in possesso della tanto ricercata “parlata naturale”, facevo anche due tre battute che permettevano alla sala di concentrare la loro attenzione sul mio discorso. Quarantacinque minuti di “gloria”!!!
Termino il discorso accompagnato da applausi e dai complimenti proprio di quei politici e professori che mi avevano preceduto e che, pur essendo oratori per professione e “normoloquenti”non erano riusciti a “conquistare” la sala.
A fine conferenza innumerevoli persone mi facevano le congratulazioni per l’esposizione (cito testualmente) “..chiarissima e divertente al contrario delle persone che hanno parlato prima di lei, i quali ci hanno annoiato”.
Eccola, la “lucina in fondo al tunnel” di cui parlava Chiara, la vedo anch’io,               
allora esiste davvero!

                Un grazie infinito!

                Piervito



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1 commento:

  1. Grazie,
    Parlare davanti a centinaia di persone è sicuramente la cosa che spaventa di piu' anche me. Ora che ho fatto il corso ho la motivazione e gli strumenti, ma non so' se riuscirei a parlare davanti ad oltre 300 persone. Ammiro il tuo coraggio e la tua forza. Davvero bravo.
    Psicodizione funziona ma la conferenza l'hai sostenuta tu.
    Ho conosciuto Chiara e sono sicuro che sarà stata davvero fiera di te.

    Grazie per la tua testimonianza.

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